28 agosto 2017
Leonardo Monte (17 articles)
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PES 2017 – RECENSIONE DEFINITIVA!

Manca davvero poco, ormai, al tanto atteso momento in cui tutti noi appessionati potremo assistere al rilascio del nuovo capitolo della saga di PES, che comparirà davanti al mondo intero con l’edizione 2018. A farci compagnia in questi 9 mesi (e continuerà a farlo almeno fino alla demo del nuovo titolo) è stato il quasi pensionato PES 2017, che ci ha fatto divertire, arrabbiare, emozionare e provare tante altre emozioni con i nostri amici online, offline e addirittura sfidando il com. Riviviamo insieme, con questa recensione definitiva, PES 2017 e tutte le sue caratteristiche e i suoi aspetti salienti, i suoi pro e i suoi contro, considerando ciò che ci ha stupito e ciò che invece vorremmo vedere migliorato nel nuovo e attesissimo PES 2018.

COMPARTO GRAFICO:


Dai tatuaggi alle gocce di sudore sul volto dei nostri calciatori, dalle emozioni all’accurata riproduzione dei singoli fili d’erba del terreno di gioco, passando poi per i “dettagli” come i cameramen, gli stadi riprodotti nei minimi particolari, le pieghe sulle magliette dei giocatori, gli indumenti che si sporcano dopo una caduta a terra e via discorrendo. Tutto questo ci ha piacevolmente colpiti durante le nostre partite e ci ha lasciati compiaciuti e soddisfatti per quello che potevamo vedere in campo e fuori durante una partita, per tutti questi dettagli visivi che ci hanno aiutato a vivere meglio il momento, ma solo se stavamo giocando su PS4. Xbox One e le console old-gen sono state notevolmente trascurate sotto questo aspetto, con un comparto grafico che sembra risalire a PES 2015, con notevoli e svariati difetti grafici quali la bassa risoluzione, la mancanza di dettagli accurati, anti-aliasing davvero scadente, effetti di contorno molto poco curati e via discorrendo. Per non parlare poi della versione PC, la quale sembra essere da anni in un limbo contornato dalla versione next-gen e quella old-gen, con cats-in, scenari e dettagli che sono presenti solo nella versione per console di nuova generazione, ma che non vengono riprodotti nella medesima maniera, bensì in modo molto più superficiale e trascurato. Di conseguenza, nel complesso, il prodotto finale tende ad assomigliare di più ad un gioco sviluppato per una console di vecchia generazione piuttosto che alle ultime uscite di Sony e Microsoft. Un ulteriore miglioramento che potrebbe essere inserito con l’arrivo della nuova edizione del gioco, potrebbe essere un miglioramento dei menù di gioco, rimasto praticamente identico dalla versione 2015 e ancora con il suo classico aspetto un po minimal, forse troppo per l’epoca moderna in cui ci troviamo ora.

COMPARTO TECNICO:


Il comparto tecnico del gioco è stato un qualcosa di, a dir poco, eccezionale; con movimenti, skills, dribbling, passaggi, tiri, cross, scivolate e acrobazie quasi in ogni circostanza davvero realistici, follemente simulativi e talmente simili alla realtà che talvolta ci sembrerà di stare guardando una partita di calcio in TV. Questo include anche i movimenti dei portieri, che sono stati incredibilmente migliorati rispetto alla passata stagione, con tuffi, respinte e prese degne dei migliori portieri. La loro reattività è la cosa che ci ha maggiormente colpiti, con i riflessi degli estremi difensori che sono all’altezza di un vero numero uno. Quasi non stupisce più vedere parate spettacolari, tiri sotto l’incrocio dei pali salvati miracolosamente, uscite dal tempismo assolutamente perfetto e via di seguito. Tutto questo non fa che incidere positivamente a livello qualitativo per quanto riguarda la piacevolezza del gameplay del titolo calcistico targato Konami. Anche i contrasti di gioco risultano essere davvero ben fatti e molto simili alla realtà, sia nel contesto del duello, sia nel realismo delle animazioni che lo riguardano. Purtroppo però non è tutto rose e fiori. Infatti ci sono ancora aspetti che potrebbero essere notevolmente migliorati. Per esempio, se da un lato abbiamo elogiato il miglioramento drastico fatto in ambito portieri, possiamo ancora dire, però, che non mancano mai clamorosi errori commessi dai giocatori tra i pali. Non sarà raro subire goal sul primo palo coperto dal portiere, vedere respinte effettuate al centro dell’area di rigore sui piedi dell’attaccante avversario, vedere uscite incomprensibili che lasceranno l’attaccante libero di segnare come più gli piace oppure osservare il proprio portiere che letteralmente regala calci d’angolo agli avversari. E come queste situazioni, se ne verificano molte altre altrettanto clamorose ed inspiegabili. Per quanto riguarda i restanti 10 giocatori di movimento, anche lì possiamo segnalare alcuni eventi abbastanza frustranti che vorremmo non rivedere più nel prossimo tanto atteso capitolo. Primo fra tutti i cross, considerato da molti il bug dell’anno vista la facilità con la quale è possibile arrivare al goal effettuando un traversone. Con una squadra composta da due velocisti e una torre al centro, sarà, infatti, di una difficoltà irrisoria infilare la palla in rete. Non solo dopo che l’avversario avrà effettuato un cross subire goal sarà quasi matematico, ma impedire al nostro rivale di crossare è a dir poco impegnativo e difficile. Un altro difetto tecnico che vorremmo evitare di trovare in PES 2018, è la frequenza con cui giocatori poco performanti in una certa caratteristica riescano a surclassare con facilità giocatori che eccellono in quella stessa caratteristica. Per fare un esempio, non è difficile che Messi anticipi di testa oppure salti più in alto di difensori del calibro di Chiellini, Sergio Ramos, Bonucci, Pique, Boateng e Kompany. Oppure non è molto carino vedere attaccanti come Cristiano Ronaldo, Hazard e Sanchez superati in velocità da Otamendi, Garay e simili. Eventi del tutto fuori luogo e davvero inaccettabili, che causano nel giocatore discreta frustrazione o nervosismo.

COMPARTO AUDIO:


I tifosi del Liverpool che cantano “You will never walk alone” all’Anfield, lo stadio della città omonima alla squadra, mette davvero i brividi. Lo stesso dicasi per i cori emozionanti che cantano gli ultras della squadra catalana più famosa del mondo e dei tedeschi gialloneri del Borussia Dortmund, che vanta una delle migliori tifoserie al mondo. Ma oltre a queste squadre che hanno sottoscritto una speciale partnership con Konami, le altre esistono per i giapponesi? È una domanda che viene da farsi quando, essendo già presenti non moltissime licenze all’interno del gioco, si nota che per le altre squadre e negli altri stadi i cori sono quasi sempre gli stessi, identici per tutti. Si potrebbe fare qualcosa di più, no? Note solo negative per la telecronaca che ci si presenta durante la partita, con i due cronisti che finiranno per ripetere sempre le stesse frasi, facendo risultare monotono, noioso e, talvolta, inappropriato il commento svolto dai due operatori. La nota più importante sulla quale ci sarebbe da lamentarsi, è che nessuno dei due è in grado di far vivere il momento o l’importanza di una determinata partita; che sia una finale di Champions League o una comunissima amichevole, non si riesce a vivere appieno il match che si sta giocando visto che i commenti resteranno pressoché uguali in tutte le circostanze. Giudizio complessivamente sopra la sufficienza per le soundtrack in game, che si presentano abbastanza varie e orecchiabili, con un ritmo che resta impresso a volte anche per giornate intere nella propria testa, con canzoni che bene o male non stancano mai.

GAMEPLAY:


Il gameplay è davvero il punto forte del gioco che sì, è migliorabile, ma risulta davvero interessante. Cominciamo dalla giocabilità del capitolo di quest’anno della simulazione calcistica nipponica, che risulta davvero piacevole e fluida sotto ogni punto di vista, che non annoia mai grazie al fatto che ogni partita è diversa dall’altra; il tutto rende il gameplay nel complesso decisamente più longevo e meno prevedibile. Sono state anche aggiunte delle “tattiche rapide” facilmente attivabili in partita, che riguardano sia la fase di attacco che quella difensiva. Inoltre adesso è possibile chiamare gli schemi fra alcuni di default sui calici d’angolo, sia che ci si sta difendendo dal corner, sia che siamo noi a doverlo battere. Ad aggiungere, poi, un ulteriore senso di completezza alla qualità del gioco, si mette in gioco l’intelligenza artificiale, nettamente migliorata rispetto all’anno scorso, Konami qui ha fatto davvero un lavoro quasi impeccabile. Da questa edizione, l’AI sembra imparare davvero, adattandosi al nostro stile di gioco; infatti basterà cambiare squadra, moduli, tattiche o semplicemente giocatori per notare che anche la squadra controllata dal COM cambierà il suo modo di vedere la partita, di far muovere i propri calciatori e di fronteggiare l’avversario. Parliamo, poi, anche del settore arbitri, con una qualità di giudizio nettamente migliorata, norme del vantaggio applicate più correttamente e frequentemente, cartellini estratti al momento giusto nell’occasione giusta falli fischiati in maniera precisa, secondo un criterio. Anche in ambito gameplay, però, non manca qualche difetto. Sostanzialmente, la prima cosa che vorremmo vedere migliorata, riguarda la velocità di costruzione del gioco, effettivamente troppo rapida, si arriva alla porta avversaria in davvero troppo poco, il che da, in alcune fasi di impostazione, un ritmo che trasforma il match in ping-pong. Inoltre, rendendo più ragionata la costruzione della manovra si aggiungerebbe anche qui un bel tocco di realismo e simulazione, che trasformerebbe il gameplay in un qualcosa di imbattibile, ineguagliabile! Tornando all’arbitraggio, invece, vogliamo dire che in alcuni momenti non è molto convincente. Per esempio spesso alcuni interventi in cui il difensore prende nettamente il pallone, il direttore di gara tenderà quasi sempre a fischiare fallo, solamente perché l’avversario portatore di palla è magari inciampato sul giocatore in scivolata. Oppure sarebbe da rivedere il metro di giudizio del fuorigioco. Non si capisce perché, ma in alcune situazioni di offside, quest’ultimo viene segnalato anche se l’ultimo uomo ha la gamba al di là della linea immaginaria di posizione, come se venisse preso come riferimento il baricentro del corpo e non l’arto più esterno in quel momento. Penserete che questi sono dettagli, ma fidatevi che quando vi avverranno eventi simili in partita, magari mentre siete anche sotto nel punteggio, non vi sembreranno situazioni così di contorno come vi possono sembrare in questo momento.

MODALITÀ DI GIOCO:


Le modalità giocabili all’interno di PES 2017 sono rimaste praticamente le stesse identiche della passata stagione, modalità che hanno subito, però, dei cambiamenti. Introduciamo con myClub, che si rinnova aggiungendo le aste per l’acquisto degli osservatori, i quali possono essere combinati con altri di questi ultimi per poter ingaggiare un giocatore specifico. Questo sistema è stato abbastanza rivoluzionario nel modo in cui il giocatore decide di spendere i propri GP all’interno della modalità, avendo adesso la possibilità di scegliere se acquistare osservatori o tentare la fortuna acquistando i classici agenti che ci verranno proposti in-game. Per quanto riguarda la Master League e la modalità Become A Legend, possiamo sicuramente affermare che non hanno subito grandi cambiamenti. Citiamo il miglioramento nel sistema di mercato della Master, ma che non ha influito più di tanto sulla suddetta, complessivamente parlando. Vi menzioniamo adesso la vera novità all’interno delle nuove modalità di gioco, riguardante questa volta il campo degli eSports. Infatti, con un aggiornamento rilasciato verso la metà di novembre, è stata integrata nel gioco la tanto attesa PES League, che permetteva, tramite partite online, di avere una possibilità di qualificarsi alle finali locali e regionali di Pro Evo. Aggiunta non molto significativa, è stata la modalità Contro, un tipo di esibizione in locale che salva automaticamente tutte le statistiche inerenti alle precedenti partite disputate dagli stessi giocatori in precedenza, questo ha aggiunto un po di brio alle amichevoli fra amici e gli ha dato anche un pizzico in più di competitività. Come al solito nemmeno quest’anno è mancata una buona modalità modifica che, arricchita con delle patch facilmente e gratuitamente scaricabili, rende il gioco completo in tutto e per tutto. Ciò che manca adesso è una sorta di modalità storia, che si sta integrando in praticamente tutti i videogiochi sportivi attuali e che probabilmente sarebbe gradita da molti fans. Chissà se il team di Konami ci riserverà qualcosa del genere per la prossima stagione.

ONLINE:


Siamo arrivati, adesso, a parlare di quello che molto probabilmente è stato l’aspetto peggiore di PES 2017: gli incontri online. Laggers, cheaters e i cosiddetti “stacconi” sono davvero all’ordine del giorno. È molto più facile trovare un “player” che appartenga ad una di queste categorie che a quella dei giocatori corretti. La mancanza di sistemi anti-cheats adeguati e di controlli, ha permesso che sui server regnasse la quasi totale anarchia. Inoltre anche quando si affrontano due giocatori onesti, la partita risulterà molto spesso difficilmente giocabile e molto poco godibile a causa della non presenza di server dedicati al gioco, specialmente in Europa. Tutto ciò ha reso le partite online di quest’anno molto deludenti, che lasciano davvero l’amaro in bocca.

LICENZE:


Visto che le licenze sono sempre state un neo per la serie PES, abbiamo pensato di dedicarvi in questa recensione una sezione a parte, appositamente dedicata a questo campo del gioco. Cominciamo affermando che la premium partnership concordata con il Barcelona F.C. (senza dimenticare quelle sottoscritte con il Liverpool F.C. e con il Borussia Dortmund) ha senza dubbio influito sul prodotto finale, regalando sensazioni mai provate prima in un videogioco di calcio. E questo è un punto a favore per il brand targato Konami. Bisogna dire, però, che l’assenza di club importanti come il Bayern Monaco e la mancata licenza di altri club di fama mondiale come il Real Madrid e la Juventus, si fa sentire. È vero, non influisce sul gioco in sé, ma vedere scendere in campo in finale di Champions MD White e PM Black White non da le stesse soddisfazioni che ci avrebbe dato leggere sullo schermo le parole Real Madrid e Juventus, ovviamente con i loghi originali e le divise ufficiali dei club. Rispetto allo scorso anno, di licenze se ne sono quasi solo perse, visto che tutta la Liga BBVA è privata di queste ultime eccetto per Barcelona e Atletico Madrid. In Premier League, invece, la licenza della passata stagione del Manchester United è stata rimpiazzata da quelle di Liverpool e Arsenal. In Serie A, oltre alla licenza del Sassuolo che mancava anche nella scorsa stagione, si è aggiunta una pesante mancanza, come vi abbiamo anticipato, cioè quella della Juventus. La Ligue 1 e la Ligue 2 sono stati di nuovo presenti per intero, insieme alle Eredivisie (unici campionati europei licenziati completamente). Per il resto dobbiamo ci siamo dovuti accontentare di qualche altro club europeo come Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen, mentre abbiamo completa scelta nei campionati sudamericani. A livello di nazionali, invece, non abbiamo dovuto sopportare grandi mancanze, eccetto quelle di squadre come Inghilterra, Olanda, Cile e Argentina. Le altre maggiori nazionali erano presenti nelle loro vesti ufficiali, per esempio avevamo Spagna, Italia, Francia, Germania, Brasile, Portogallo e molte altre. Ovviamente ci hanno fatto compagnia anche le sigle, i loghi e gli scenari di tutte le competizioni UEFA, della Copa Libertadores e della AFC.

CONCLUSIONI:
Avendo analizzato ogni aspetto del gioco, possiamo sicuramente dire che il gioco vale la pena. Nonostante qualche difetto e qualche mancanza sarebbe stato davvero un peccato non godere della sua compagnia per tutto quest’anno. L’anno prossimo speriamo di vedere qualche licenza in più, alcuni miglioramenti grafici sulle console che non siano la PS4 e soprattutto sul PC. Inoltre speriamo di poter usufruire di una telecronaca più ricca e coinvolgente, che sappia far vivere il momento. Un arbitraggio già molto buono reso quasi perfetto ci piacerebbe molto. Un’atmosfera entusiasmante a livello di tifo e scenari in maggiori squadre sarebbe davvero gradita. Anche una modalità storia potrebbe essere davvero interessante per molti sostenitori della serie. Il gameplay, invece, è stato davvero strepitoso, il punto forte di questa edizione, che sarebbe perfetto se lo vedessimo con un gioco un po più realistico e ragionato, con un online degno di questo nome. Ma, nonostante tutto, il gameplay ha trionfato, ed è stato proprio quest’ultimo a farci dire che questo è uno dei migliori capitoli della saga, che vale tutti i soldi e il tempo che ci abbiamo dedicato!

E voi che ne pensate? Siete d’accordo con la nostra review? Fateci sapere nei commenti come avete trovato PES 2017, se vi ha soddisfatto o meno e cosa vi aspettate dal nuovissimo PES 2018!

Leonardo Monte

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